(ne ho letti dei comunicati deliranti…)
Mentre la Caranese vorrebbe vedere Salvini (insieme a coloro che sono contrari all’invasione degli africani) rischiare di morire nei barconi, io credo che sarebbe buona cosa se proprio la raffinata signora in questione mettesse a disposizione il suo appartamento e magari anche la sua camera da letto per accogliere qualche pseudo-profugo, naturalmente a sue spese. Fare la “buonista” col culo degli altri, infatti, è cosa di cui molti sono capaci, ma se il sederino fosse il suo, beh allora molte cose, sono sicuro cambierebbero. La Caranese, insieme alla sua triste compagnia di eskimo e calvizie precoci, credo farebbe bene ad aprire gli occhi sulla realtà: file interminabili di giovani e adulti senza lavoro nel territorio imolese; un sociale imolese sempre più sbilanciato a favore degli immigrati e incapace a rispondere ai bisogni degli italiani/imolesi in difficoltà; case popolari (e relative graduatorie) assegnate per la maggior parte a extracee; terroristi che si confondono tra gli immigrati (come sappiamo Imola non ne è immune); tasso di microcriminalità a livelli mai raggiunti prima e di cui, nella stragrande maggioranza dei casi sono responsabili immigrati anche irregolari.
In questo clima sta per scatenarsi una vera e propria guerra tra poveri e a farne le spese sono i nostri concittadini in difficoltà, portati all’esasperazione nel vedere frotte di “rifugiati” del Bangladesh sorseggiare caffè nei bar del centro, griffati dalla testa ai piedi (un paio di Nike da 150 € non si nega a nessuno), mentre loro fanno i conti per poter arrivare a fine mese.
Ma non sarà che qualche associazione o ente pseudo/benefico a lei vicino proprio a Imola lucra sui “poveri migranti”?
…a proposito, Kompagna Caranese, come la mettiamo col concetto di integrazione e reciprocità? Cosa hai da dire dei Cristiani gettati a mare dai musulmani? Forse se nessuno se ne fosse accorto quei vigliacchi assassini ce li saremmo trovati a Imola, chi lo sa, magari aiutati dalla Caritas…
Manuel Caiconti
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